Norman l'acrobata durante un incontro di fantapugliato contro un robot...Mal di testa? Mangiato pesante? No... è la forza del pensiero che fa male...Hollie, detto Hollywood mentre si guarda allo specchio...Directed by
Alfonso Brescia
(C) 1978

 

 

In ordine sparso:

  Chirs Avram - Ennio Balbo
Roberto dell'acqua - Aldo Amoroso
Silvano Tranquilli - Nino Castelnuovo

L'uomo-mosaico, futuro aspirante padrone della Terra   Un alieno cattivo che tenta di schiavizzare tutti i terrestri; un vecchio e saggio telepate che salverà il mondo; uno scenziato che troverà l'arma finale; un pilota; il belloccio e la belloccia di turno; dei robot alquanto stupidi. Ecco tutti gli ingredienti per fare un film.   O almeno un film come questo... Made in Italy anni 70 e dintorni, Alfonso Brescia (noto per altri film polizieschi e sceneggiate dell'epoca) tenta - non ho idea con che coraggio - di seguire la scia di "Guerre Stellari" che solo un anno prima aveva riempito gli schermi dei cinema di tutto il mondo.
   L'inizio non è male e - anzi - è quasi originale: i cattivi su un pianeta lontanissimo si contendono all'asta la Terra (chiamata Sol Terzo): brulicante di vita umana è appetibilissima dato che i 10 miliardi di persone potrebbero essere fatte schiave. E come lo stesso banditore dice, la vita umana è la cosa più rara nello spazio. E qui, durante l'asta degli ignari pianeti, assistiamo ad una pittoresca riunione di strani esseri, vestiti e truccati nelle maniere più assurde: alcuni hanno orecchie a punta e cresta, altri delle vene che rigano tutto il viso, altri ancora vestono dei semplici parrucconi stile discomusic anni '70.

   Il vincitore dell'asta - uno strano tizio con il viso fatto a mosaico - parte alla volta della terra e, disintegrato il patetico "calessino spaziale", un modellino (fatto anche male) del caccia di difesa terrestre, inizia a fare incetta di schiavi umani. Il centro di difesa mondiale chiede l'aiuto del professor Mori, un uomo eccezionale, di un'intelligenza superiore di un paio di generazioni; ma il vecchio si dimostrerà ben presto un pazzo testardo, indisciplinato e refrattario ad ogni tipo di gerarchia. Mori raccoglierà, anche grazie ai suoi poteri ipnotici, la nipote Irene, Norman l'atleta, Jeff il giocatore d'azzardo (che bara usando il suo potere telecinetico), Oliver Carrera, detto Hollywood, ufficiale pilota, Brigitte e Shon, due chimici che scopriranno l'indirium, materiale rarissimo sulla Terra e terribilmente resistente. Loro sei più il professore saranno i sette uomini d'oro, il numero magico che ritroviamo nel titolo (anche se poi nello spazio ci andranno solo in sei).

Sotto, i Sette Uomini d'oro.

Oliver Carrera, detto HollywoodIrene, la nipote del professor MoriIl professor MoriBrigitte, la più grande chimica vivente...Shon, il più grande chimico viventeJeff, il psico-belloccioNorman, l'uomo atletico

   A condire il tutto ci si mettono due romantici - e orribilmente mielosi da diventare noiosi- robot, Tilt e Talt, che avevano tentato il suicidio per un motivo che nessuno dei due ricorda ("...forse era perchè non dormiamo mai... volevi sognare me ma non ci riuscivi..."; "...forse era perchè mi avevi tradito con quella scaldavivande a gettoni..." e altre tristissime battute del genere ci accompagnano per tutto il film).

     Sorvolo sui mezzi a disposizione per produrre il film che sono davvero molto poveri (non che a priori questo sia un difetto, s'intenda). Se non fosse per il fatto che assistiamo anche ad un combattimento tra astronavi aliene e terrestri sul finale del film, avrei dei dubbi se inserire questo film nel filone della fantascienza o della commedia all'italiana ed infilarlo, pertanto, nella sezione "film demenziali"...

Tilt e Talt, i due robot   In effetti alcuni personaggi - Oliver su tutti - è pateticametne ridicolo col suo tono saccente, superbo e terribilmente disastroso: incredibili le pose plastiche che assume; i suoi baffi sono - o comunque sembrano - dipinti con un pennarello... I suoi compagni non sono certo da meno, come Morgan l'atleta che saltella qua e là come se fosse una molla. I cattivoni poi, vestiti con la solita squallida tuta argentea e con una parrucca platinata sono gli alieni stupidi che si fanno decimare dai terrestri primitivi.

   Oltre all'inizio alquanto originale, come ho già detto, un'altra lancia va spezzata in favore del film: visto in compagnia può suscitare estrema ilarità.

     Di rilievo inoltre è la musichetta che fa da eterna colonna sonora al film: scene drammatiche, d'azione, di dialogo, sono tutte accompagnate dallo stesso motivo che, anche se carino, spesso stona rispetto a quello che accade intorno... Se volete sentire uno spezzono di un minuto in formato mp3 della musica originale di Marcello Giombini (nessuno scassi con i diritti di autore dato che non vedo come posso lederli) scaricatelo qui in formato zip (400 kbyte): scompattate e ascoltate...

IL COMMENTO DI H725

   Volete sapere se è un film da vedere oppure da cestinare? Lo sapete, io sono di bocca buona e nei film di serie-B (anche se non in tutti) riesco a trovare qualche lato positivo.
   Cosa penso dei sette uomini? Che nonostante alcuni spunti abbastanza originali (l'asta dei pianeti mi è piaciuta molto... credo che dovrei parteciparci...) è un film altamente ridicolo. Attenzione a con che spirito vi mettete davanti allo schermo...

 SPOILER (non leggete se non volete aver svelato trame o battute): Sapete perchè Tilt e Talt volevano suicidarsi?

"Tilt, mi ricordo come mai volevamo suicidarci: era perchè io non potevo darti la prova d'amore!"
"E' vero Talt, ma questo cosa significa? Che dobbiamo suicidarci di nuovo?"
"No!" - interviene il dottore - "Con una piccola modifica potrai avere la tua prova d'amore, Tilt!"

   CHE TRISTEZZA!!!

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